Riccardo Sandri immagina il libro “Massaggiamo via il dolore” con La Favola del Successo

Interviste

Eccoci qui, ancora una volta, con un nuovo episodio della Favola del Successo, il progetto editoriale che ha l’obiettivo di far emergere storie, percorsi e idee capaci di ispirare e arricchire chi ci ascolta. Oggi abbiamo il grande piacere di avere con noi una figura professionale molto speciale: Riccardo Sandri, massoterapista e kinesiologo, una persona che non solo svolge il proprio lavoro con competenza, ma lo fa con una passione evidente, quasi tangibile. La sua missione, lo possiamo dire senza esagerare, è aiutare ogni persona che incontra a vivere meglio, a ritrovare il movimento, la funzionalità e, in ultima analisi, la serenità.

 

Riccardo, oggi vogliamo parlare con te di un progetto particolare: immagineremo insieme un libro, un testo che – chi lo sa – un giorno potrebbe davvero arrivare nelle librerie. Un libro che, in un certo senso, raccoglie tutto il valore del tuo lavoro, la tua esperienza e la tua visione della cura della persona attraverso movimento e terapia manuale. Prima di entrare nel merito, però, vorrei che tu raccontassi a tutti, con calma e con le tue parole: che cosa fai esattamente?

“Volentieri, perché credo che capire bene cosa faccio sia fondamentale per comprendere tutto ciò che verrà dopo. Io ho iniziato il mio percorso professionale con una laurea in Scienze Motorie. Questa è la base, la radice di tutto, perché mi ha permesso di comprendere i fondamenti del movimento umano: come funzioniamo, come ci muoviamo, quali sono gli schemi motori essenziali e come il corpo reagisce agli stimoli.
Poi ho scelto una specializzazione in Attività Fisica Adattata. E qui il discorso diventa ancora più interessante: questo ramo si occupa del recupero funzionale delle persone che hanno avuto interventi chirurgici, traumi, patologie croniche o disabilità. In altre parole, lavoro con persone che hanno bisogno di ritrovare un equilibrio, di rimettere in movimento un corpo che – per un motivo o per un altro – ha subito una difficoltà.
Ma non mi sono fermato qui. Ho scelto di completare la mia formazione con il diploma di Massoterapista MCB. Questo mi permette di integrare il lavoro sul movimento con il lavoro “sulle mani”: terapia manuale, mobilizzazioni articolari, trattamenti fasciali, decontratturanti e tutto ciò che serve per preparare i tessuti al recupero.
Oggi, unendo tutte queste competenze, posso dire che il mio obiettivo quotidiano è uno soltanto: migliorare la qualità di vita delle persone. Sembra semplice, ma è un mondo vastissimo”.

Ed è un obiettivo meraviglioso. Perché oggi sempre più persone soffrono di dolori muscolari o articolari: cervicale, ginocchia, anche, schiena… E quello che spesso succede è una sorta di spirale negativa. Appena una persona avverte un dolore, smette di muoversi. Magari smette di fare sport, smette di camminare, smette perfino di fare movimenti che fino al giorno prima erano normali. E la cosa assurda è che questa rinuncia genera ancora più problemi. Secondo te, Riccardo, qual è la conseguenza più comune di questo stop forzato? Cosa succede davvero quando una persona smette di muoversi?

“Succede una cosa che spesso non viene compresa appieno: stare fermi non è mai la soluzione. Mai. Il corpo umano è una macchina perfetta, straordinariamente intelligente. È programmato per adattarsi agli stimoli che riceve. Se gli diamo stimoli positivi – movimento, postura corretta, circolazione buona – risponde con adattamenti positivi. Ma allo stesso modo, se gli togliamo il movimento, se lo lasciamo fermo, se lo blocchiamo per giorni o settimane, lui si adatterà… nel male.
Lo vedo ogni giorno: un piccolo dolore alla schiena diventa una rigidità cronica, una tensione cervicale si trasforma in cefalea ricorrente, un sovraccarico a un piede porta a sovraccaricare il ginocchio, poi l’anca, poi la colonna.
Il corpo funziona “a catena”. Ogni volta che si crea un blocco, questo blocco genera compensi, e i compensi creano altri problemi. La vera chiave è attraversare il percorso del dolore, non evitarlo. Con l’aiuto di professionisti, certo, perché un paziente non deve mai sentirsi solo in questo percorso. Ma attraversarlo è necessario. Il mio lavoro è accompagnarlo in questo processo: terapia manuale, esercizi mirati, mobilità, rinforzo… e comunicazione. La persona deve capire cosa le sta succedendo. Quando lo capisce, il recupero accelera”.

Uno degli aspetti che molti sottovalutano, è il nervo vago. Un nervo molto particolare, che coinvolge aree e funzioni che, a prima vista, non sembrerebbero collegate tra loro. Come lo tratti tu? Come ti approcci a questa realtà così complessa?

“La domanda è importantissima, e sono contento che me l’hai fatta perché spesso se ne parla in modo superficiale. Prima cosa: non si può lavorare sul nervo vago da soli.
È fondamentale avere una squadra: medici, neurologi, ortopedici. Io collaboro spesso con specialisti perché la valutazione iniziale, quella clinica, è essenziale. Una volta chiarito il quadro, però, possiamo lavorare su uno degli aspetti più frequenti: la tensione cervicale. Quando i muscoli del collo comprimono alcune strutture, possono insorgere sintomi come: nausea, capogiri, senso di vomito, malessere diffuso.
Spesso le persone non immaginano che possa dipendere da una tensione muscolare. Ma succede eccome. E quando andiamo ad alleviare la compressione – con tecniche manuali, mobilizzazioni, rilascio fasciale – cambia tutto. È incredibile come la qualità di vita possa migliorare anche solo lavorando sulla cervicale”.

Un’altra cosa che conosci bene è il rapporto tra mandibola, denti e postura. Ci sono persone che hanno tensioni ai nervi, ai tendini, soprattutto nella parte alta del corpo, e magari tutto dipende da un problema in bocca: una capsula che preme, una devitalizzazione, un dente del giudizio… Come si indaga in questi casi?

“È un ambito complesso, e infatti lo affronto sempre insieme ai dentisti con cui collaboro. La prima cosa è fare una panoramica dentale e valutare la situazione. A volte basta un dente del giudizio incluso, che non è mai uscito, a alterare la masticazione. Oppure un dente devitalizzato cambia il contatto tra le arcate. Magari manca un dente e il morso si modifica.
Questi cambiamenti creano tensione nei muscoli della bocca, che poi arriva: al mandibolare, al massetere, al temporale, ai muscoli cervicali. E da lì… parte tutta la catena. Il corpo non lavora “a pezzi”. È un sistema integrato”.

Esatto, la mente e il corpo sono un tutt’uno. Non esiste che “la mente mente e il corpo no”, o viceversa. Non stanno su due piani separati. E ci sono studi interessantissimi – come quello sulla carie dentale – che dimostrano che lo stress, attraverso il cortisolo e altri ormoni, può indebolire l’osso, la gengiva, la saliva e rendere i denti più vulnerabili. Tutto collegato.

Assolutamente. Vale per l’intestino, vale per il sistema immunitario, vale per tutto. Il corpo è un’unica orchestra”.

E proprio per se miglioriamo la mobilità, i tessuti, il microcircolo, cambia tutto. Oggi tantissime persone hanno mani fredde, piedi freddi, circolazione rallentata. Non è solo stress: è sedentarietà, posture scorrette, poca attività fisica…

“Verissimo. La sedentarietà è uno dei problemi principali. Non parlo solo di non fare sport, parlo di stare seduti cinque, sei, otto ore al giorno. Questa immobilità prolungata blocca i tessuti fasciali. Riduce lo scorrimento dei piani muscolari. E quando il tessuto non scorre bene, diminuisce lo scambio sanguigno, diminuisce l’ossigeno, diminuiscono i nutrienti. Risultato: mani fredde, piedi freddi, tensioni, dolori, rigidità”.

Ed è qui che entra in gioco il tuo lavoro: non solo massoterapia, ma anche chinesiologia, equilibrio, distribuzione dei pesi, dinamiche del movimento. Giusto?

Esatto. La chinesiologia dà un quadro completo: come si muove il corpo, come distribuisce le forze, dove compensa. E la massoterapia aiuta a liberare i tessuti per permettere al movimento di essere fluido”.

E tutto questo, in ultima analisi, porta a una cosa sola: la felicità. Perché quando stiamo bene, siamo felici.

“È proprio così. Il movimento è una cura potentissima. Aiuta lo stress, aiuta la mente, aiuta l’umore. Il corpo di una persona attiva sopporta meglio ogni forma di stress: meccanico, fisico, psicologico”.

E anche il sistema immunitario! L’esercizio aiuta tutto.

“Certo, perché attiva processi chimici importantissimi. Riduce infiammazione, migliora ossigenazione, migliora persino l’efficacia degli antiossidanti. Il corpo diventa “più pulito”.

E veniamo al cuore del tuo libro: se abbiamo un blocco, un dolore, una limitazione… e questo ci impedisce di fare attività fisica, allora tutto il resto si ferma. E lì entri tu…

“Esatto. Il mio lavoro è togliere quel blocco. Ridare funzionalità. Ridare movimento. Ridare libertà”.

A volte le persone cercano “detox” complicati, mentre basterebbe far funzionare meglio i reni, il fegato, il microcircolo… Sudare, muoversi, camminare. La pelle elimina un’infinità di tossine. Il corpo è progettato per depurarsi…

“Esatto. E la terapia manuale più l’allenamento potenziano tutto questo”.

E poi c’è un aspetto che mi ha colpito tantissimo del tuo lavoro: il tuo ruolo nella Nazionale Italiana di Calcio Amputati. Ce ne vuoi parlare?

“Sì, sono il massoterapista ufficiale della Nazionale e ne sono orgogliosissimo. Perché questi atleti sono un esempio meraviglioso di cosa significa trasformare una difficoltà in una rinascita. Sono la dimostrazione che con il lavoro, la disciplina e la voglia di vivere, tutto è possibile”.

Se ce l’hanno fatta loro, ce la possono fare tutti!

“Assolutamente sì!”.

Riccardo, grazie davvero per questa intervista. Non vediamo l’ora di leggere il tuo libro.

“Grazie a voi, davvero!”.

 

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA CON RICCARDO SANDRI SU YOUTUBE

Diventa anche tu un autore della collana
"La Favola del Successo"

Contattaci per qualsiasi chiarimento e per cominciare a realizzare il tuo libro!

Noi ti consigliamo di iniziare dal questionario per poterti fornire subito una prima visione sulla fattibilità!

Solo 3 mesi per realizzare il tuo libro di successo

Solo 5 mesi per posizionarlo nelle librerie